La mia ragazza e sua sorella. (2° Episodio)
Feci appena a tempo a buttarmi sul divano che Maria e Roberta passarono dirette furtivamente nel bagno.
Io avevo ancora il cuore in gola non so se più per lo spettacolo hard o se per il fatto di aver scoperto la mia ragazza e sua sorella che lesbicavano e si lasciavano andare a pratiche molto particolari.
Ero piacevolmente sconvolto e nonostante l’enorme sborrata mi sentivo ancora notevolmente arrapato.
Ma a proposito della sborrata, avevo dimenticato di pulire.
Feci per alzarmi per provvedere ma Maria uscì dal bagno proprio in quel momento:
- Hai dormito bene? -
- Si cara, anzi ho sognato proprio di te. -
Ero fregato, non sarei riuscito a trovare nessuna scusa plausibile per poter entrare nella camera dei miei suoceri.
Non sapevo proprio che fare.
All’improvviso mi venne un’idea: sarei rimasto a cena, cosa del resto abituale.
Dopo mangiato mio suocero si sarebbe stravaccato in poltrona vicino alla moglie, Maria si sarebbe data da fare a lavare i piatti e mia cognata sarebbe uscita immediatamente come al solito.
Per fortuna tutto andò come previsto: i miei suoceri non si avvicinarono nemmeno alla camera da letto.
Come al solito il padre della mia ragazza si mise in poltrona e quasi subito si addormentò sulla spalla della moglie.
Maria andò in cucina ed io cercando di non farmi scoprire entrai nella camera da letto incriminata.
Mi avvicinai subito alla poltrona, ma purtroppo dovetti constatare che il danno era irrimediabile: la sborra ormai s’era seccata e sul raso verde la macchia spiccava notevolmente.
Fu quasi istintivo tirare di tasca il fazzoletto per cercare di ripulire, ma invano.
Comunque probabilmente nessuno si sarebbe sognato di chiedermi spiegazioni anche perché ormai non si capiva certo che si trattava di sperma, e poi cosa centravo io con la camera dei miei suoceri? Sarebbe rimasto solo il mistero: il mistero della macchia.
Ma mentre riflettevo il rumore della porta che si chiudeva mi fece sobbalzare.
- Cosa ci fai nella mia camera da letto? -
Mia suocera era entrata all’improvviso, scoprendomi in un atteggiamento alquanto strano.
- Veramente oggi inavvertitamente ho fatto versare del Martini sulla poltrona e ora cercavo di vedere se era rimasta la macchia. -
Era la scusa peggiore della mia vita e il volto interrogativo e dubbioso di mia suocera ne era la prova.
- Ma che ci facevi nella mia camera bevendo Martini? Cos’è questa stronzata che dici? -
Ero imbarazzatissimo, non sapevo che pesci pigliare.
- Piuttosto non è che volevi spiare le ragazze dal buco della stufa? -
Cazzo! Aveva colto nel segno; e ora che le dovevo dire? E per la macchia?
Il mio silenzio non fece altro che confermare l’ipotesi di mia suocera.
- Passi per Maria che è la tua ragazza, ma che ti metti a spiare anche Roberta… Possibile che alla tua età sei ridotto a fare la spia come un ragazzino di dieci anni? E poi che hai fatto? No...
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